A sinistra. Per l’Italia e il lavoro

Riprendo di seguito un appello a cui ho aderito, assieme a tanti compagni e compagne di una vita. Sperando di riuscire a dare un contributo alla ricostruzione di una sinistra raramente così necessaria e allo stesso tempo così martoriata.

www.asinistraperlitalia.it

La politica è la storia in divenire. Chi si cimenta nell’iniziativa politica ha il compito di immaginare il futuro e proporre il sogno del cambiamento. È questa visione che genera passioni, produce impegno e attiva la partecipazione. Tale orizzonte, per noi, è l’ideale della trasformazione democratica e del superamento dei rapporti sociali che producono l’insopportabile ingiustizia dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

La politica, però, ha anche il compito di riportare sulla terra ciò che sta nel cielo. In questo senso è realismo, analisi della situazione concreta e valutazione dei rapporti di forza.

Significa tenere insieme idee radicali e politiche reali e, simmetricamente, tenere fuori i settarismi identitari, gli estremismi parolai, i giustizialismi inconcludenti e i massimalismi velleitari, che producono solo sterile testimonianza e sconfitte politiche tremende.

Questa è sempre stata la migliore cultura politica dei comunisti in Italia. Continua a leggere

Primo Maggio: operazione negozi chiusi

397820_10201143414613876_900414023_nIl Primo Maggio di ieri è stato ricco di questioni aperte. La presenza delle organizzazioni datoriali sul palco dei sindacati, di cui ho parlato qui, ma anche – come l’anno scorso – i negozi che hanno tenuto aperto, facendo lavoarre commessi e commesse durante la loro festa.
E proprio su questo tema, affine in qualche modo anche a quello delle aperture domenicali, non siamo stati con le mani in mano.
Di seguito il comunicato e qualche foto, che trovate anche qui.

02/05/2013

Treviso. Cartelli CHIUSO sui negozi aperti

Ieri durante il corteo del Primo Maggio di Treviso sulle vetrine e gli ingressi di tutti i negozi delle grandi catene rimasti aperti abbiamo affisso il cartello “CHIUSO PER FESTA NAZIONALE”. Dalla stazione ferroviaria fino a piazza dei Signori. Continua a leggere

Non siamo tutti sullo stesso palco

Il Primo Maggio sarò ovviamente in piazza, a Treviso, per celebrare il giorno dedicato ai lavoratori.
Oroglioso come sempre che esista la CGIL, che spesso rimane da sola come unico baluardo dei lavoratori, in tante situazioni territoriali.
Ma non mi convince la decisione di riunire sullo stesso palco organizzazioni sindacali e quelle datoriali.
Per lo stesso motivo per cui non mi convicono quelli che dicono che nella crisi “siamo tutti sulla stessa barca”, a meno che non si specifichi che qualcuno è in sala motori a sudare, e qualcun altro è sul ponte a godersi il fresco.
Non mi sfuggono i tanti problemi nell’amministrazione della cosa pubblica che rendono difficile lo sviluppo imprenditoriale. Dall’ormai stranoto ritardo dei pagamenti dallo Stato, il non sufficiente contrasto alla corruzione e alla mafia, fino alla burocrazia. Così come mi sono chiare le meno citate responsabilità del sistema bancario che senza alcuna responsabilità sociale chiude i cordoni dell’accesso al credito.
Mi sono chiari gli episodi degli imprenditori che rovinati dalla crisi si tolgono la vita, e ne colgo tutta la drammaticità.

Ma non mi sfuggono nemmeno le posizioni di Confindustria, che da sempre e sopratttutto in periodo di crisi economica fa di tutto per smantellare l’impianto delle tutele sindacali, per togliere potere contrattuale ai lavoratori, per rinegoziare al ribasso qualsiasi contratto collettivo nazionale, spesso stracciandolo e rimpicciolendolo nei tanti contratti aziendali e territoriali.
Non mi sfugge il ricorso smodato alle deroghe contrattuali, che da “una tantum” (sempre giustificate con l’eccezionalità del momento) sono divenute regola. Per lasciare a casa lavoratori a termine, per modificare turni e orari, per abbassare salari, per ridurre diritti. Continua a leggere

Sergio Cofferati: Pd senza valori e identità: è questa la sinistra riformista?

Nel PD attorno alle larghe intese con Berlusconi si apre una faglia di dissenso. Partono manovre e contromanovre. Cofferati apre le danze con un articolo su blitzquotidiano.it

La propensione autolesionista del Pd è sempre stata forte, fin dalla sua nascita, ma si è riproposta con virulenza nelle ultime settimane. Gli annunci erano stati netti e forti, la decisione di sostenere il Governo dei tecnici ne era la riprova più recente. Invece di adoperarsi per andare a votare in una situazione drammatica sul piano finanziario ma molto positiva, per l’opposizione di allora, sul piano politico, si è accettata e sostenuta la nascita del governo dei tecnici in nome dell’emergenza. Berlusconi era al suo minimo storico nel giudizio dei cittadini, Grillo era un fenomeno contenuto e Monti non esisteva come riunificatore del Centro.

Il Pd avrebbe con ogni probabilità vinto le elezioni e affrontato con un governo forte in un quadro politico finalmente stabile il mostro spread. Invece il compito è stato affidato al secondo professore (Mario Monti) che ha varato, anche con il consenso del Pd, provvedimenti che hanno aumentato la pressione fiscale, cancellato diritti nel lavoro, mantenuto il precariato e colpito i pensionati accentuando la recessione avviata. Continua a leggere