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Bene l’indagine sul prof. razzista ma attenzione anche alla violenza organizzata

BENE L’INDAGINE CONTRO IL PROFESSORE NEONAZISTA, MA ATTIVIAMOCI CONTRO LA VIOLENZA DI STAMPO FASCISTA

Apprendiamo dal lancio d’agenzia che il professor Renato Pallavidini, neonazista noto in passato per i suoi proclami razzisti e il suo credo negazionista, è indagato per istigazione all’odio razziale dopo aver scritto su Facebook, a commenti di ritratti di Hitler e Mussolini: “Se mi togliete questa foto, vado con la mia pistola, alla sinagoga vicinissima a casa mia e stendo un po’ di parassiti ebrei che la frequentano. Vi conviene stuzzicare il can che dorme?”.
Non possiamo che essere soddisfatti dell’attenzione che le forze dell’ordine hanno dimostrato verso un comportamento che consideriamo pericoloso, oltre che ripugnante, nel sostenere la violenza razzista.
Una violenza che percorre in centinaia di episodi tutto il paese e che ha avuto nel caso di Firenze la sua punta recentemente più esposta e visibile. Ma sotto la superficie l’iceberg è ben più grande. Nelle periferie delle città ma non solo la violenza e le minacce di stampo fascista, con movente razziale o politico, sono una realtà presente e gravissima che a volte si intreccia alla criminalità comune.
Non solo immigrati, ma anche omosessuali e militanti di sinistra sono le vittime di un fenomeno che si è ingrandito negli ultimi anni anche per il calo di attenzione e l’indebolimento della sensibilità democratica e antifascista di buona parte della politica organizzata.
Per questo ribadiamo la nostra richiesta, rimasta ferma negli anni, di mettere fuorilegge in coerenza con il divieto di ricostituzione del partito fascista le organizzazioni che a quella storia e a quella cultura (oltre che a quella nazista) chiaramente si ispirano. Facciamo appello alle forze dell’ordine perché usino la stessa prontezza nel colpire anche chi, non solo con il computer ma nella pratica quotidiana pratica il razzismo e la xenofobia.
Ma più di tutto rivolgiamo il nostro appello a tutte le organizzazioni sinceramente democratiche e antifasciste a rispolverare una attenzione particolare su questi temi, ad essere inflessibili e a non dare agibilità e riconoscimento a quelle organizzazioni politiche che sostengono credi di stampo fascista e razzista e a contrastarle con la forza della ragione e con l’unità che hanno contraddistinto l’arco antifascista del nostro paese negli anni, fin dalla Resistenza partigiana.

Alessandro Squizzato, esecutivo nazionale FGCI

Ivano Osella, coordinatore FGCI Torino

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